Aldo Di RussoStrategie per l'evoluzione

Screen shot 2011-10-14 at 4.24.10 PMRappresentare l’Italia è una multivisione su di uno schermo panoramico situata alla fine del percorso di visita della omonima mostra organizzata dalla Fondazione della Camera dei deputati. Il lavoro è stato concepito come un dialogo tra tre piani di sviluppo diversi, ma comunicanti: da una parte le immagini che ripercorrevano in modo cronologico alcuni fatti salienti della storia nazionale, dall’altra le citazioni tratte dai lavoro di artisti e pensatori che hanno contribuito alla cultura ed alla politica italiana, il terzo piano era costituito dalla musica che “incolla” i primi due piani all’emozione, all’empatia che un racconto sulla storia nazionale crea e che spinge verso l’amor di Patria.
02I tempi di una multivisione sono in genere estremamente brevi, in questo caso l’intero audiovisivo doveva fermarsi entro i cinque minuti proprio per una esigenza espositiva, ma questo per il linguaggio usato non è certo un problema, le immagini sono state fuse a loro volta su due piani integrati, in primo piano i protagonisti da Cavour ai giorni nostri, della attività del Parlamento, sullo sfondo le masse di uomini e donne che hanno spinto, guidato, contestato, condizionato le scelte legislative e politiche dei 150 anni. Dunque il Risorgimento, il quarto stato mostrato sia nella sua rappresentazione classica di Pelizza da Volpedo sia attraverso le immagini di scioperi dello stesso periodo che rimandano al quadro stesso. Proprio questo incipit mette in chiaro le scelte stilistiche fatte nel contrappunto di immagini tra sfondo e primo piano, gli scioperi mostrati dalla fine dell’ottocento fino a quelli dell’autunno caldo sono in realtà dei simboli, simboli di una vita sociale e civile che è quella che in una democrazia parlamentare vota e attraverso il voto esprime dei rappresentanti delegati. Una storia del Parlamento che prescindesse dagli elettori sarebbe svilita della sua componente essenziale e ridotta a semplice ingegneria politica.
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Lo stesso Pelizza da Volpedo descrive il suo quadro proprio così:
“Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d'una giornata d'estate, due contadini s'avanzano verso lo spettatore, sono i due designati dall'ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune...”
in quel caso si trattava di un “Signore”, ma in quel “ designati dall’ordinata massa” c’è un significato che va oltre quei contadini e quel periodo storico.
Le citazioni, affidate alla interpretazione di Cosimo Cinieri sono la parte della storia delle idee con una sottolineatura attenta del carattere del personaggio citato: timido Cavour, furioso Carducci, scanzonato Italo Calvino. Tra le citazioni abbiamo inserito un frammento del discorso parlamentare di Benito Mussolini che appare come un’ombra sul Parlamento Italiano dichiarando di poterlo chiudere o per lo meno di svilirne il compito, cosa che è poi avvenuta. Accanto le migliori menti fuggite all'estero: Gramsci, Amendola, I Rosselli, Turati, Pertini in foto dell'epoca esuli in Europa.

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Il criterio con cui sono state scelte aiuta a ripercorrere i punti importanti del pensiero che sostiene una democrazia. Abbiamo scelto le citazioni in base alle idee sostenute e non in base alle persone che in 150 anni di sviluppo e di democrazia sarebbero state molte di più, ovviamente, ma è singolare come a valle della scelta ci siamo ritrovati con politici ed artisti insieme. Senza averlo programmato, ed ancora una volta come il quarto stato, le forze intellettuali suggeriscono e danno forza alle scelte del paese, a pensarci bene, rafforzano il significato del verbo “rappresentare” oltre la delega parlamentare.
La musica dicevo, rappresenta il collante dei due piani e fornisce la parte emotiva al racconto “cambiandosi d’abito” ad ogni scena, ma restando fedele al tema principale. Composta dal Maestro Romeo Scaccia è stata eseguita dall’orchestra sinfonica del teatro lirico di Cagliari. Una performance di settanta professori d’orchestra diretti da Sandro Sanna.

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La mostra è aperta al pubblico. Per i dettagli rimando al sito della Fondazione della Camera dei deputati.

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