Aldo Di RussoStrategie per l'evoluzione

Il Gargano di Riccardo Bacchelli

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Sono molti i grandi scrittori che hanno attraversato il Gargano, principalmente come meta di pellegrinaggio. Ne hanno descritto il paesaggio, le genti, con sfumature e punti di vista caratteristici di ciascun autore. Strabone, Aristotele, Gregorovius, Ungaretti, Riccardo Bacchelli e tanti altri di cui restano tracce scritte, ma poco lette o poco accessibili.
Ho fatto una ricerca sugli appunti di viaggio di Riccardo Bacchelli pubblicati ne “Italia per terra e per mare”, “Le arance dellʼUnità dʼItalia”, Il brigante di Tacca del Lupo” ed altre novelle edite ed inedite. Lʼoccasione fu la visita ad un suo compagno di Università conosciuto a Bologna, Giustiniano Serrilli di San Marco in Lamis, con cui condivideva lʼamore per lo studio della lingua oltre allʼamore per lʼolio e la buona cucina. Dalla lettura dei testi di Bacchelli se ne ricava un Gargano estremamente dignitoso e ricco di valori culturali e civili. Bacchelli stesso, parlando della famiglia del suo amico, arriva a sostenere che, se ci fossero state in Italia persone di quella levatura morale e civile, i tempi di Leonardo non si sarebbero spenti. Un bel complimento per tutto il Gargano fatto da un intellettuale che, già affermato ancorché trentenne, si avviava a diventare uno dei romanzieri più importanti del nostro novecento.

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E così ho incontrato i membri della famiglia Serrilli (gli eredi diretti di quellʼ “umanista abbronzato dal sole” amico di Bacchelli), che mi hanno permesso di girare nello stesso salotto in cui fu ospitato lo scrittore, ancora intatto, nello stesso palazzo dellʼepoca, con la stessa ospitalità, lo stesso entusiasmo e lo stesso amore per il Gargano.
A questo punto ho concepito il filmato come un esperimento. Il testo narrato è stato costruito sulla base dei diari di Bacchelli, un testo originariamente scritto per essere letto e non ascoltato. Ne ho affidato la lettura a Rodolfo Bianchi, una delle voci più belle del panorama Italiano, perché facesse da sfondo al contrappunto di un Gargano modificato dal tempo. Una ricerca di archivio tra Istituto Luce e Teche Rai mi ha permesso di recuperare alcuni filmati originali dellʼepoca oltre ad alcune, rare, immagini di Riccardo Bacchelli. Il documentario che il Parco si accinge a presentare vuole essere un modo per fornire a chi vive in queste terre, specialmente ai più giovani, un momento di identità locale e
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nazionale insieme, il diario di un “turista” di molti anni fa delle cui parole cʼè da essere orgogliosi. E vuole essere anche un omaggio ad uno dei maggiori scrittori Italiani del novecento vissuto sufficientemente a lungo per transitare in unʼepoca probabilmente meno affine ad un intelletto alto e disinteressato come il suo, artista morto povero. Alla sua letteratura ed alla sua memoria è dedicato questo lavoro con la speranza che possa essere un piccolo contributo a far conoscere la sua opera, esattamente come ancora oggi, i suoi scritti sul Gargano fanno per questa terra meravigliosa. “ Percorrere il Gargano è un continuo incanto, un rapimento soave” aveva scritto Riccardo Bacchelli: sono perfettamente dʻaccordo.
Aldo Di Russo

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