Aldo Di RussoStrategie per l'evoluzione

Quello che mi ha sempre affascinato del mare è che il mare, non appartiene a nessuno. Serio com’ è, il mare evita l’antipatica possibilità che qualcuno possa usare l’aggettivo possessivo, che qualcuno dica: “ è mio”. Appena lo fissi non c’è più, non quello almeno, ce ne è un altro, quasi uguale, almeno apparentemente, ma pieno di altre cose.

Mi sono convinto che lo faccia apposta a muoversi in continuazione ed a non rendere conto agli uomini ed alle loro costruzioni di dove sia di dove voglia andare, ha solo un obbligo nella vita: seguire il vento che ne modifica forza e direzione. Non è anarchico o scontroso, semplicemente non vuole avere a che fare con noi, no, non è come la terra, il mare, non è facile mettere confini in mare. Anche se per nostra convenzione o semplicità lo chiamiamo il mare di Vieste, il mare di Rodi, lui non lo sa e bagna indifferentemente i nostri paesi senza chiedersi di chi sia.
Non è come la terra: il mare è il mare e basta.

Con questo convincimento ho iniziato a concepire la multivisione su mare del Gargano e forse per questo convincimento ho ancora un dubbio sul titolo da dargli, se assecondare il nome del centro che lo ospiterà a Torre Mileto o se proporre un verso di Riccardo Bacchelli dalla cui penna ho poi tratto il testo che segue.

Certo è che il Gargano è circondato per tre quarti dal mare e le riprese cinematografiche e fotografiche effettuate lungo la costa trovano nella multivisione la migliore forma di valorizzazione. E allora: andare a cercare quali fossero le caratteristiche delle genti di mare del Gargano o cercare quelle tracce comuni a tutti i posti “con i piedi nell’acqua” in modo da tracciare un ritratto internazionale del posto?

Il lavoro ha due scopi, accogliere i turisti che arrivano numerosi da tutte le parti del mondo e fornire a luogo stesso la consapevolezza di una identità culturale non locale. Sono andato a cercare tra gli scritti di Riccardo Bacchelli i suoi appunti di viaggio scritti a proposito del mare del Gargano. Il testo che segue è tratto da almeno otto fonti diverse, giornalistiche e letterarie fuse insieme a rappresentare solo il Gargano. Anche la letteratura, allora, è un po come il mare, non appartiene a nessuno perchè è di tutti e tutti ne possono godere. Anche le immagini, allora, scattare o riprese in un posto dovevano abbandonare il loro “essere padrone di un luogo” e diventare l’immagine di un mare fantastico, metaforico, lontano dalle cartoline e dalle rappresentazioni riconoscibili.
A distanza di tanti anni un testo godibilissimo e raffinato degno di una terra di grande cultura. Chi lo dice che dal mare si traggano pesci e giornate di vacanza? facciamo una riflessione tutti insieme: da questo mare è uscita poesia, basta saperla vedere.

Aldo Di Russo
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