Aldo Di RussoStrategie per l'evoluzione

Il palazzo Farnese di Caprarola, sede di eventi che hanno segnato la vita di quasi due secoli di storia, è uno degli eccellenti esempi d’opera d’arte esistente nel patrimonio Italiano. In linea a tale definizione è l’intervento che noi stiamo realizzando insieme a Filas: rendere fruibili gli ambienti del palazzo, rappresentando, nel contempo, parte degli aspetti della vita di corte e dei personaggi chiave che hanno abitato il Palazzo e condizionato la storia del periodo Farnese e dell’alto Lazio. Le stanze, oggi vuote, prendono vita, diventano di volta in volta luoghi cui appartengono le tracce della storia e della memoria. L’obiettivo è sintonizzare la fruizione con l’esposizione dei contenuti avvalendosi di figure del cinema, del teatro, dell’audiovisivo e della consulenza storica sulla famiglia Farnese e sull’arte dell’epoca. 
Il materiale utilizzato, a parte quello prodotto oggi, è il frutto di una rielaborazione dei dipinti dell’epoca, ottenuta mediante l’uso di un linguaggio che è a metà strada tra il collage e il montaggio cinematografico. Una sfida interessante, se si pensa che l’arte, un tempo “rappresentante” il potere, la famiglia ed i suoi possedimenti, adesso viene riutilizzata per scopi profondamente diversi. Il poter sfruttare l’architettura interna come schermo e cornice mette lo spettatore nelle condizioni di essere un “visitatore” dell’audiovisivo stesso. Non si tratta di uno schermo davanti al quale scorra, nel tempo, una storia raccontata secondo le figure tradizionalmente codificate dal cinema, si tratta di una rappresentazione in cui sia il pubblico a potersi muovere, “visitando” appunto sia le sale che l’audiovisivo stesso. Un po’ cinema, un po’ teatro, forse un nuovo modo di utilizzare il mondo delle immagini in digitale.
In particolare il visitatore si troverà di fronte ad un corridoio con i ritratti di Famiglia. Moduli audiovisivi che, nello spirito dei ritratti che coglievano l’introspezione ed il carattere di un personaggio fatti dai più grandi artisti del rinascimento, utilizzando le tecniche di animazione cercheremo di trovare una ragione a quelle storie di famiglia che il pennello scriveva meglio della penna e che la tecnologia cercherà di trattare in modo conseguente a quanto la storia dell’arte abbia fatto fino ad oggi.
Cercheremo, pertanto, di scrutare gli aspetti intimi delle persone ritratte, non per tracciarne una biografia, ma per coglierne un minuto di intimità, un pensiero fugace che possa però fermare il tempo della riflessione sulle ambizioni, speranze, attese, illusioni del momento. Nei nostro caso non abbiamo persone in posa, sono passati troppi anni e quelle stesse persone di cui vogliamo tracciare il ritratto, avevano posato per i maggiori pittori del momento, di loro sono rimasti i documenti, e gli studi, che si sono accumulati nel tempo ed accumulati col tempo nelle nostre coscienze, hanno mano a mano riempito i vuoti che l’approccio ad un tema nuovo inevitabilmente crea, fino a che hanno cominciato ad animarsi, a diventare esperienze che potessero essere storie proprio perché filtrate dalla fantasia di chi le ha inventate. Da qui l’idea che la visita ai sotterranei del palazzo diventi una rappresentazione, sempre più chiara ed evidente mano a mano che il percorso proceda, fino a diventare un chiaro ed esplicito pezzo di teatro rinascimentale.
© 2005 Aldo Di Russo Contattami