Aldo Di RussoStrategie per l'evoluzione

Gargano

Stavo riflettendo su come impostare l’ultima multivisione della serie prevista per le installazioni museali: quella che chiamiamo “porta di terra” e credo occorra fare alcune considerazioni preliminari prima di esplicitare la proposta.
“Porta di mare”, quella che segue la traccia dl “soave incanto” che fu scelto nel manifesto di lancio dell’iniziativa come “segno” su cui fu fatta la comunicazione, è stata installata nella Torre Mileto che, per quanto affascinante, è fuori dai circuiti di visita consolidati e rappresenta bene un tuffo nella “filosofia del mare del Gargano” che dalla torre stessa si può ammirare direttamente e dal vero. Sarebbe come dire: ho due visioni quella diretta, quella del vedere il mare e quella della mente, quella del guardare il mare dl Gargano.
“Porta di terra”, o " Gargano", come amo chiamarla, andrà installata a Monte Sant’Angelo, il centro nevralgico delle visite in Gargano, religiose, turistiche, culturali o di svago che siano non puoi non passare di li se vai in Gargano.
Questa caratteristica mi fa venire in mente di produrre una sorta di “summa teologica” del lavoro fotografico fatto in questo anno inventando un luogo fisico che non esiste se non nella mente e nella fantasia di chi ha messo in moto l’organizzazione per produrre tutto questo.
Gargano è il nome di un monte, è anche il nome di un pastore simbolo del miracolo che governa la grotta dell’arcangelo Michele, ed è anche il nome dell’Ente parco che ha dato il via ed ha animato queste produzioni. Non è però un luogo definito, non è una città nemmeno uno dei paesi che compongono l’area che porta questo nome. E’ però tutto questo insieme, e per questo vorrei poter dare corpo ed immagine ad un luogo “invisibile” sulle
carte proprio come invisibili erano le città raccontate da Italo Calvino. La multivisione creerà dai frammenti delle città viste una serie di luoghi della memoria, invisibili, ma non inesistenti, fatti, ricostruiti con frammenti di cose vere ma in grado di rappresentare l’unità di una cultura e di solleticare la scoperta di quello che ancora non si conosce. Nelle immagini proposte una idea iniziale del viaggio che il visitatore compirà nel cosrso dell’audiovisivo sostenuto solo da musica, senza voce di supporto, ma con il supporto solo dia alcune citazioni letterarie tratte dai luoghi simbolo dell’immaginazione. Luoghi della fantasia di cui il viaggio del visitatore nel Gargano ritroverà gli elementi costitutivi solo per poterli paragonare con il proprio bagaglio culturale e farne altro da ciò che rappresentano. perchè, come diceva Calvino, il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto.........
l’uomo cammina per giornate tra gli alberi e le pietre. Raramente l’occhio si ferma su una cosa, ed è quando l’ha riconosciuta per il segno d’un’altra cosa. Una impronta sulla sabbia indica il passaggio della tigre, un partano annuncia una vena d’acqua, il fiore la fine dell’inverno. Tutto il resto è muto e intercambiabile, alberi e pietre sono soltanto ciò che sono.
L’occhio non vede cose, ma figure di cose che significano altre cose, e per questo che le pietre sorreggono una torre, che diventa un monumento di tutti, fuori dal suo luogo di origine, mentre la foresta, al margine delle città, diventa quel giardino di tutti su cui si affacciano i ricordi, la propria storia il proprio modo di percepire.
Una installazione puramente fantastica, allora, fuori dagli schemi della logica proprio perchè psicologica

Il vantaggio di una storia come questa sta nel fatto che: dal luogo maggiormente popolato di visitatori di tutto il Gargano, possa partire: sia una storia che le racchiuda tutte raccontando un processo creativo nato intorno ad una iniziativa di valorizzazione del parco.
Si tratta di raccontare ai visitatori quello che il generale Nobile chiamava “il motivo in più” quello che non ha avuto il tempo o l’occasione di dire o di fare e che rende tutto (e tutti) più ricchi.

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