Aldo Di RussoStrategie per l'evoluzione

Grotta Paglicci
Quando si parla o si legge di Grotta Paglicci e di quello che sta intorno ai ritrovamenti, si stenta a capire quanto questa grotta Garganica sia importante a livello mondiale e non solo nel mondo Paleontologico. Dopo i lavoro fatti per il Parco in grotta ed al museo di Rignano, sono andato a Siena con la troupe ad incontrare chi su Grotta Paglicci studia e lavora da oltre 40 anni.
Quello che ne emerge e che non risultava chiaro nemmeno a me da una prima analisi, è quante ricerche, quante tecniche di indagine, quanti laboratori fisico chimici dotati di strumentazione all’avanguardia nel mondo stiano lavorando sui reperti di quella grotta e quante generazioni di ricercatori ci abbiano lavorato e ci studino ancora.
Questo mi sembrava un modo interessante per internazionalizzare il Gargano ed i suoi giacimenti culturali. Mi ha colpito, appena arrivato li una ricercatrice dell’est che, con un accento fortemente straniero, anche se in Italiano perfetto, ci raccontasse le storie delle incisioni su osso e dell’arte Paleolitica del Gargano. E’ strano, ma mi è immediatamente venuto in mente il documentario fatto sul pellegrinaggio come prodromo dell’unità Europea, si perché la scienza non ha stranieri, come la fede. Da li è iniziato un viaggio per spiegare con la viva voce di chi a Paglicci ha dedicato la vita professionale tutti gli aspetti meno chiari e forse meno propagandati della scoperta. Abbiamo seguito il ciclo di indagini e di ricerche, abbiamo intervistato scienziati di tutte le età per avere chiaro come le ricerche e le tecniche di indagine investono praticamente tutti i settori e le discipline.
Intorno ad una piccola grotta del Gargano abbiamo trovato un mondo di domande, qualche risposta e la sola certezza: che due uomini vissuti li quando il Gargano non c’era ancora e l’Italia neppure e la Puglia nemmeno nel senso che le denominazioni geografiche sono di molto successive sono ancora li con i loro comportamenti quotidiani, le loro abitudini, il loro vivere.
Sono state attivate tecniche molto sofisticate di computer grafica ricomponendo una mappa dei rilievi ottenuti da una carta militare e pertanto estremamente accurati per poi far emergere le terre entro i 20 25 metri di profondità per via del fatto che il mare si era ritirato di tale quantità. Ne deriva una animazione estremamente corretta dal punto di vista scientifico e molto spettacolare.
E’ possibile non solo avere una visione di insieme dell’Italia e dell’attuale Gargano mettendo indietro le lancette dell’orologio di 20.000 anni, ma anche capire, a colpo d’occhio, quale fosse il corridoio attraverso cui le popolazioni caucasiche potevano penetrare in Italia.
Grotta Paglicci, rispetto a tutte le altre grotte che ci sono al mondo è risultata abitata ininterrottamente per 25.000 anni. Montagna e pianura, acqua ed animali, clima favorevole segno che in Gargano si stava bene anche allora
Il documentario è stato concepito, all’inizio come un giallo, due sepolture intorno a coi investigare per poi scoprire che di scienza si tratta e non di un poliziesco.
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