Aldo Di RussoStrategie per l'evoluzione

Leggere la Città
Questa multivisione preparata per l’apertura dell’assemblea annuale dell’Acer 2009, pur avendo una sua coerenza interna di racconto autonomo rispetto alla tesi che sostiene, alle domande che si pone, vuole essere la terza parte rispetto alle due multivisioni già realizzate nella stessa sede nel 2007 e nel 2008. 
Lungi da aver voluto esaurire l’argomento, o aver pensato di definire regole o fondamenti, così come abbiamo posto, nelle due parti precedenti, una serie di domande e di spunti di discussione, aggiungeremo alle precedenti, quella di quest’anno: Si può leggere una città?
Ricordo come nella prima edizione (2007), attraverso una iniziale analisi del concetto di città ideale, a partire dall’idea di Platone, e la citazione delle “città invisibili” di Italo Calvino si delineasse come il “costruire per” fosse ormai diventato il “costruire con” chi ci vive, e che “l’afflato urbano”, intendendo con questo un insieme di manufatti e di sentimenti coalizzati alla vita reale, fosse ormai la categoria di analisi utilizzata per definire la città ideale del presente.
Nella seconda parte (2008) si ipotizzava che la città fosse una stratificazione di storie personali di chi vive utilizzando quotidianamente ciò che è stato costruito, tanto da rendere invisibile e, a volte irriconoscibile, l’attività di chi politicamente, amministrativamente, economicamente o praticamente, si fosse adoperato per realizzare una costruzione, un progetto, un restauro. Una citazione di Federico Fellini rendeva paradossale, ma reale, il bisogno umano di fantasticare anche nel luogo della sua quotidianità. Per godere di una città come Roma bisogna saper viaggiare con l’immaginazione e con la fantasia. 
Quest’anno ( 2009) tenteremo un bilancio conclusivo, proprio come si fa alla termine di una visita di cortesia, quando ci si sofferma sull’uscio per un ultimo saluto. Si finisce con l’avvertire che una frase o un’impressione possa rimettere le riflessioni in gioco. La tesi che tenteremo di sostenere attraverso in nostro ragionamento di quest’anno è che l’attività del costruire (come quella dell’abitare per la verità) è una attività culturale a tutti gli effetti. Mette in gioco, infatti, le fantasie, gli stimoli, le idee, le frustrazioni che ciascuno proietta sul proprio abitare sia una casa che la propria città. 
Se proviamo a leggere  la città come un palcoscenico in cui ciascuno di noi sia attore e spettatore insieme, se autorappresentare in nostro vivere è la migliore guida per il nostro agire, allora costruire significa analizzare l’immaginario collettivo, il relativo orizzonte sociale, politico, tecnologico e formale che una società si è assegnata in un determinato momento. Se questo è vero, allora costruire è una attività culturale di per se, esattamente uguale a quella che si mette in moto per scrivere un romanzo o sceneggiare un film, per mettere in scena uno spettacolo teatrale o comporre una sinfonia.  
Per costruire, come per comporre,  occorre definire ed riconoscersi reciprocamente come soggetto ed oggetto dell’opera chiamando in causa, maturità, determinazione  e consapevolezza di agire in uno spazio di mediazione tra singolo individuo e realtà circostante, misurando effetti e reazioni attraverso le definizione di differenze e affinità.
Come di consueto e rispettando le scelte stilistiche fatte per le multivisioni precedenti, il racconto procederà attraverso composizioni grafiche e fotografiche a metà strada tra il collage ed il montaggio cinematografico. Poichè una multi visione segue le stesse regole del costruire, facendo di anno in anno il confronto con le tecnologie che la rendono possibile,  in questa edizione utilizzeremo sistemi cinematografici multi layer con inserimenti di blue screen digitale per dare allo spettatore l’idea che un personaggio possa attraversare la storie millenaria di una città come Roma 
Il racconto è diviso in quattro sezioni che, per semplicità definiremo separatamente, ma si compenetrano e sfumano l’una nell’altra sia per la parte grafica sia per il testo guida.
Le sezioni che seguono sono descritte nel loro significato, lo scritto non rappresenta assolutamente il testo della multivisione, ma costituisce solo lo schema per una ricerca visuale.

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