Aldo Di RussoStrategie per l'evoluzione

In Cammino per l'Europa
Non vi è alcun dubbio che la stazione di Monte Sant’Angelo andrà dedicata al tema del Pellegrinaggio di cui la città Garganica è uno dei massimi esempi al mondo per storia e tradizioni.

Proprio il culto di San Michele fa entrare il Gargano nella storia dei pellegrinaggi Medioevali fino al VII secolo nel quale i Longobardi si convertono al cristianesimo ed adottano San Michele sullo scudo (chiesa Longobarda all’ingresso della Grotta di Monte) La direttrice era la strada da Benevento ( sede del ducato) a Monte attraverso San Severo, San Marco, San Giovanni, Monte ( via sacra dei Longobardi).
Al pellegrinaggio è dedicata uno dei documetari con un taglio in qualche modo incluso nel titolo che abbiamo dato al lavoro. I pellegrini che da tutta l'Europa si mettevano in viaggio verso Roma o verso la grotta dell'Angelo possono essere considerati i precursori dell'unione Europea. Il pellegrinaggio è la prima occasione di incontro tra persone di diversa cultura e differente tradizione.
Scrive Dante:
"Peregrini si possono intendere in due modi, in uno largo e in uno stretto: in largo, in quanto è peregrino chiunque è fuori della sua patria; in modo stretto non s'intende peregrino se non chi va verso la casa di Sa' Iacopo o riede. E' però da sapere che in tre modi si chiamano propriamente le genti che vanno al servigio de l’Altissimo: chiamasi palmieri in quanto vanno oltremare, la onde molte volte recano la palma; chiamansi peregrini in quanto vanno a la casa di Galizia, però che la sepoltura di Sa' Iacopo fue più lontana della sua patria che d'alcuno altro apostolo;chiamansi romei quanti vanno a Roma".


Il pellegrinaggio, il muoversi alla ricerca di una prova e di una grazia nel Gargano acquista una valenza nazionale a partire dalla dominazione Longobarda. In viaggio si mettevano re, principi, condottieri e persone comuni, certo con diversi livelli di comodità durante il viaggio, ma sulle stesse strade. Una di queste è la via Sacra dei Longobardi che tocca appunto numerosi monasteri, chiese, ospizi, posti di guardia e di ristoro punti obbligati del viaggiatore. Una chiave di racconto potrebbe essere quella di raccontare una strada, raccontarla proprio come se raccontassimo Roma dal punto di vista della via Appia.
Uomini in viaggio, una organizzazione che li aiuta, qualcuno che specula, qualcuno che approfitta una meta tutta interiore. Per chi non fosse un potente con qualche problema in più. Partire per un viaggio era quasi sempre un'impresa: alla fatica fisica che occorreva sopportare, alle avversità della natura si aggiungevano gli assalti dei briganti. Non è un caso che molti pellegrini, prima di partire, facessero testamento: il viaggio poteva durare molto tempo e il ritorno non era poi così sicuro. In ogni caso era consuetudine considerare sotto la protezione della Chiesa i beni e gli effetti di chi partiva per un pellegrinaggio.
Chi tornava, però, dopo aver vissuto un'esperienza tanto importante, era tenuto in grande considerazione non solo perché dimostrava di aver superato molte prove ma anche perché si riteneva arricchito di una grazia del tutto speciale. Ricordiamo Monte Sant'Angelo tappa obbligata di chi si mettesse in marcia verso Gerusalemme durante le Crociate.
La tesi che ci piacerebbe il museo esponesse ai suoi visitatori è che, al di la della storia, al di la del credo religioso, al di la della fatica, strade come queste, proprio per la natura del viaggio, attiravano viaggiatori da tutto il mondo. Usi costumi, lingue si sono fuse nello sforzo comune di un viaggio che ha mescolato quegli usi e quelle lingue in una meta comune. Monte Sant'Angelo era una delle mete che nel Medioevo spingevano le stesse persone fino in Galizia, come ci ricorda Dante ed oltre. Le tracce di quegli uomini e del loro passaggio sono ancora impresse nei solchi di vie, nei “tratturi”, dove è possibile ancora rintracciare forme di uomini e animali, che, come gocce di acqua imperitura, hanno scavato la roccia con il pensiero fisso verso la cima del monte. Un’altra traccia è rimasta, forse meno chiara e studiata.
Come sia lungo le strade che hanno percorso i pellegrini
I
che si è costruita nel Medioevo la coscienza dell’Europa e della sua comune identità. Il fenomeno del pellegrinaggio ha rappresentato nella storia passata e forse anche in quella odierna una opportunità di scambio e di incontro tra popoli e culture diverse. Il cammino verso l’Europa è passato anche da quella strada.
l Film si svolge attraverso una conversazione del Prof Giorgio Otranto dell'Università di Bari, uno dei massimi esperti al mondo sul tema del pellegrinaggio, in quale illustra le tesi attraverso documenti e testimonianze letterarie dai luoghi stessi simbolo del pellegrinaggio Garganico. Il film infatti è stato girato tra i suggestivi vicoli di Monte Sant'Angelo. Le immagini di repertorio, frutto di una ricerca fatta da Angela Laghezza, sono state elaborate in computer grafica secondo le tecniche più avanzate.

© 2005 Aldo Di Russo Contattami